Mugello 2013

 

La ricetta è di quelle buone , basta mettere  insieme un circuito come il Mugello , la Master Cup Trofeo SuperTwins  , un gruppo di amici,  un bell’acquazzone/nubifragio  all’alba del giorno di gara e un pilotino  non più in erba  ma con tanta voglia di  emozioni.
Il week- end non è iniziato al meglio anche perché  il pilotino in questione decolla  alle 7.00 del mattino da Lampedusa alla volta di Palermo per poi atterrare a Linate prima di pranzo . Vero ,  il furgone è già  pronto e carico  ma ecco che spunta la variabilità meteo  che consiglia di  portare anche   gomme  rain ,molle da bagnato ,  impermeabili vari e mascherine anti-appannamento   e così la ferrea tabella di marcia inizia a registrare  ritardi anche perché  l’efficacia non è la solita dopo due settimane di relax…
Alla fine si parte e si accelera per  arrivare in tempo almeno per le verifiche …
In viaggio arrivano le belle notizie : Francesco Castellani  , entrato per un turno di libere ,  ha sbiellato il suo 848….disastro!!!  questa non ci voleva proprio ….povero Fra .
All’arrivo in pista serve un po’  di tempo e di girovagare per recuperare la busta con gli accrediti mentre al box delle verifiche la fila delle moto si allunga  ma dai manca mezzora  alla chiusura , ce la possiamo fare ! Il punto debole del ragionamento sta nel non aver considerato il solito inflessibile Marshall che a gambe larghe e mani sui fianchi si piazza a metà fila e ci liquida   rimandando alla mattina successiva .
L’unica nota positiva è che Peppe Bentivoglio  ha messo a disposizione di Francesco  la sua  seconda moto. La cosa negativa è che non è un rolling-chassis ma poco ci manca  e quindi  fervono i lavori per renderla utilizzabile . Dato che le forze non sono paragonabili a quelle dei team titolati  quando cala il buio  sono ancora tante le “cosette” da sistemare … Siamo stanchi  e servono doccia , cena e, soprattutto , sonno.
E’ tardi e non abbiamo voglia di cercare un posto lontano per mangiare e quindi va bene anche il risto di Mugello  Verde , abbiamo poche pretese , recuperare energie e stare tranquilli a ridere tra di noi. Pretese  assurde perché dopo dieci  dopo aver ordinato  da un palchetto defilato iniziano a strimpellare in maniera smodata e distorta: siamo fortunati di bestia , il famoso cantante Guanto si esibisce in data unica proprio stasera e proprio qui!!!! L’impianto voce è stato settato da un audioleso  e produce solo rumore  che ferisce le orecchie ed impedisce di parlare al tuo vicino di desco figurarsi tentare un discorso con Alberto o Greg che siedono al capo opposto del  tavolo. Purtroppo  Guanto  e la sua band sono  incoraggiati  da due o tre  tipe ( fidanzate?? parenti ???)  che  mostrano di  gradire  e ballano come baccanti chiedendo bis  anche grazie ai bicchieri di vino che ingurgitano in gran copia.   Oltretutto le tagliate sono tutt’altro che degne di nota. Meglio andare a nanna.
La mattina inizia in modo febbrile  , verifiche  e ultimi lavori alla moto per Francesco che decide di entrare per provarla prima di verificarla. Entriamo in pista  e le sensazioni sono buone  , nonostante  gomme  stravecchie  Fabrizio Tinti segna subito tempi interessanti. Peppe Bentivoglio non entra perché preferisce lavorare sulle mappe in vista di Q1. Purtroppo il terzo della brigata si rende protagonista di un altro episodio negativo. A causa di un problema alla batteria al litio  un fumo denso e bianco inizia ad uscire dalla carena , Francesco  imbrocca la pit-lane  e si ferma davanti al  gazebo dove purtroppo non trova nessuno ad aiutarlo perché son tutti al muretto  … la moto prende fuoco  e non gli resta che lasciarla cadere per mettersi al sicuro.  Prima che intervengano gli addetti con gli estintori inizia un siparietto di grande effetto: volenterosi  astanti  si producono in  vari tentativi di spegnimento   uno dei quali riduce l’amato giubbetto Desmo Challenge di Francesco ad una concrezione fumante . Anche una termocoperta segue la stessa sorte …
Quando Fabrizio esce di pista per la bandiera rossa  si presenta davanti ai suoi occhi una scena apocalittica con la moto fumante   sepolta sotto ad un cumulo di polvere estinguente e tutti intorno  che cercano di rendersi utili.     Fortunatamente Francesco è OK a parte una leggera scottatura dell’interno coscia  - altro che tagliata della cena della sera precedente !
E’ evidente che questo week-end non sia amico del gentleman rider romano  che  molto cavallerescamente  si mette a disposizione per fornire assistenza a Fabrizio Tinti .
Dopo eventi così emozionanti le qualifiche sembrano quasi noiose   e consegnano la pole assoluta a Bartolini ( vera novità …)  Tinti è secondo di categoria , Bentivoglio è terzo.
Come sempre si prepara tutto ma le moto restano senza cerchi , domani è prevista pioggia ….si vedrà  solo all’ultimo che fare .
La cena di sabato è decisamente più tranquilla e gradevole e permette di ritirarsi nei letti in modo più rilassato. 
Il risveglio non è però dei migliori poichè verso le cinque del mattino siamo scossi da una sorta di nubifragio con tanto di tuoni, fulmini , grandine e vento. Quando alle 7 ci troviamo fuori dalle stanze  abbiamo tutti la faccia a forma di punto interrogativo e già iniziamo a domandarci  che set up  usare .
L’ingresso pista è alle 10.15, troppo presto perché la pista sia asciutta, oltretutto il sole sembra non volerne sapere . Ci sono solo due gare prima della nostra , troppo poco per pulire le traiettorie …andiamo a vedere che gomme usano mentre il cielo  continua a mostrare segni di instabilità mettendo a dura prova il nostro self-control. Che ansia : sono entrati tutti con le rain e ormai non abbiamo tempo per modificare tutto il set-up.  Mentre Peppe  Bentivoglio dice a Marco di montare rain sulla sua moto , Fabrizio Tinti  dopo un rapido consulto con Francesco sceglie slick limitandosi a togliere un po’ di precarico dalle molle di mono e forcelle.
Via si va in griglia…Bricio inizia però in salita –in senso letterale – in quanto il solito inflessibile marshall lo accoglie in pit-lane informandolo che la griglia è chiusa , o aspetta che partano oppure può schierarsi dopo aver raggiunto la propria casella spingendo la moto. Fabrizio non ha dubbi  e per non dare soddisfazione replica che  non ha problemi mentre scende di sella e inizia a spingere la biancoblu numero 155. Azz… forse ha dimenticato quanto sia in salita  il rettilineo  e quando arriva alla sua casella ha un po’ di fiatone  ma l’onore è salvo ! Peccato non ha potuto fare il giro di ingresso e vedere le condizioni della pista , resta solo il warm-up lap. Basta non c’è più tempo , fuori tutto il circo di meccanici , fotografi  ,clown e ombrelline  per far posto alla bandiera  che lancia tutti verso la San Donato.  Bricio Tinti scopre che la pista presenta molte zone umide anche in traiettoria , non sembra  il meglio per le slick almeno nei primi giri . Peppe si  mostra invece più audace e  confidente grazie alla scelta di entrare con le  rain.
Ma son già tutti schierati con i  motori che urlano e il semaforo che si accende : via si parte. Il gruppo sfila verso la San Donato  ma al momento di staccare la prudenza evita ingressi garibaldini , fortunatamente non si registra nessuna scivolata . Le posizioni si stabilizzano con Peppe arrembante e deciso a sfruttare al meglio la sua scelta di gomme mentre Fabrizio Tinti indugia nella seconda metà del gruppo cercando di capire il reale limite dell’aderenza . Al secondo giro Bentivoglio  evidenzia problemi di  ciclista , la moto sbacchetta forse a causa delle modifiche  apportate prima del via   mentre Fabrizio prende fiducia ed inizia a girare più forte e a sorpassare. Il gruppo si sgrana . Fabrizio inizia quella che sarà un’emozionante rimonta, Peppe segnala la sua uscita di scena : purtroppo la moto è inguidabile.
Fabrizio  abbassa  i tempi sul giro e aggancia Craviari che evidentemente non riesce a ripetere quanto ha mostrato in qualifica. Fabrizio è attaccato al suo codone e all’Arrabbiata lo passa all’interno. Ha visto nel giro precedente che al Correntaio ed alle Biondetti  di avere un passo superiore  e confida  quindi di prendere il vantaggio sufficiente per non permettere a Craviari di passarlo in rettilineo grazie al suo super motore   . Questo è il piano  ma non basta  la Craviari bike va molto più forte  ( circa 15 kmh in più …)e Fabrizio  è costretto a cedere la posizione. Come è noto il soprasso di motore  produce molta voglia di rivalsa  nel sorpassato che alla San Donato tira una staccata da paura che  gli permette  di recuperare il gap ed  affiancare  Craviari all’esterno  in percorrenza . In uscita il motore di Craviari è  più pronto quel tanto che basta per chiudere la porta a Fabrizio che non demorde e resta incollato al pilota di Salsomaggiore. Nuovamente lo infila all’interno dell’Arrabbiata due e nuovamente si ripete il copione sul rettilineo.
I due girano forte e recuperano posizioni. In un sorpasso multiplo Craviari si avvantaggia  ma Fabrizio Tinti non ci sta e recupera rapidamente il gap riportandosi alla  ruota di Edoardo Craviari.
Ormai Craviari chiude tutte  le porte e  Fabrizio Tinti non se la sente di fare a sportellate all’Arrabbiata. Al Correntaio ed alle Biondetti  Fabrizio Tinti tenta improbabili incroci di traiettoria per  limitare al minimo i danni da “rettilineo”. All’ultimo giro Fabrizio Tinti affianca Craviari alla Savelli e prepara il guizzo all’Arrabbiata ma  Edoardo no si fa sorprendere chiudendo la porta .
Anche l’attacco al Correntaio non sortisce effetti e restano solo le Biondetti. Fabrizio Tinti cerca il cordolo esterno per impostare una traiettoria che permetta di aprire il gas prima dell’avversario e una volta al centro della variante imprime  una manata al gas  ma purtroppo il posteriore manifesta segni di cedimento avvisando che è meglio darsi una calmata . Niente di che ma l’attimo è fuggito… neanche un ingresso rapace alla Bucine potrebbe evitare il ritorno di Craviari prima del traguardo che è molto in là.

La gara si chiude con Craviari primo di categoria seguito a pochi decimi da Fabrizio Tinti che si consola con il terzo miglior tempo  sul giro. Davanti a lui solo Bartolini e Bulai .